Gravinae Nativitas quarta edizione 2025: nel rione delle grotte del Piaggio dove si viveva di stenti e di umiliazioni  

L’evento del Presepe vivente con gli antichi mestieri si è svolto quest’anno in una location  storica del paese, dove, fino agli anni Sessanta, numerosissime famiglie vivevano nella miseria: nel rione Piaggio, rione delle grotte. Nel rione Piaggio, come pure nel rione Fondovito, le condizioni di vita dei braccianti e contadini residenti – quasi tutti disoccupati – erano davvero impressionanti: si viveva di stenti, di sacrifici, di umiliazioni e di soprusi. Appartati dalla “Gravina bene”, quella cosiddetta di sopra.

            In quegli anni e in quelle condizioni – ci racconta la storia – si levarono le coscienze limpide dei lavoratori della terra, considerati “l’ultima ruota del carro sociale”. Scesero in piazza a protestare energicamente perché credevano in un futuro migliore per i propri figli. Ogni grotta nel rione Piaggio alloggiava tre, cinque, a volte otto persone. Alle grotte si entrava da porte che erano quasi sempre unico vano da cui penetrava la luce ed uscivano i cattivi odori. C’erano ambienti nelle grotte che servivano insieme da abitazione, da stalla e da cucina ed ospitavano promiscuamente uomini ed animali, donne e ragazzi, giovani e vecchi. L’acqua non arrivava al rione Piaggio e quasi sempre, a dorso di donna, veniva trasportata dalla fontana pubblica del paese sotto il sole e la pioggia. A dorso di uomini invece, risalendo il pendio, venivano trasportati i morti al cimitero.

            Tutto ciò che è relativo all’uomo, che lo riguarda, è oggetto della storia. La storia è vita. Bene hanno fatto dunque gli amministratori locali ad organizzare l’evento della Natività in uno dei luoghi più significativi della storia del paese, nel rione Piaggio, da poco strutturato con una adatta pavimentazione e con servizi primari, come le reti di energia elettrica, gas, telecomunicazioni e fognature, incanalati in apposite condutture realizzate nel sottosuolo.  E, certamente, con lo scopo di far conoscere le radici storiche della città e per riappropriarsi di un patrimonio culturale identitario di tutto rispetto.   

            Cos’altro rappresenta la candidatura per il titolo di Capitale Italiana della Cultura, con un bando di concorso indetto dal Ministero della cultura, se non la determinazione di una comunità di un agire politico e sociale, senza tentennamenti, nel recupero delle proprie radici e delle proprie tradizioni tra le più genuine, con l’intento di valorizzarle. Ecco appunto l’idea di celebrare l’evento “Gravina Nativitas” nel cuore della sua città antica.

            Il Presepe vivente con gli antichi mestieri, in una zona storica straordinariamente bella come il Piaggio, diventa un’operazione culturale, un intervento che contribuisce senza dubbio alla costruzione della personalità della comunità gravinese, arricchendola sul piano della crescita socio-economico-culturale. L’azione infatti è pienamente riuscita. Il rione Piaggio di Gravina è un “Museo a cielo aperto” con unaffaccio meraviglioso a ridosso del torrente “la gravina” tanto ammirato dai turisti e forestieri.    

            È piaggeria esprimere gratitudine all’infaticabile assessore al ramo dott.ssa Marienza Schinco e a quanti si sono prodigati per la buona riuscita della manifestazione? Auguri.  

Michele Gismundo

Scatto di Carlo Centonze   

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