La strada della luce e della devozione

La valorizzazione della strada che conduce a La Mena, passando di fianco al Santuario del Buoncammino, è stato ed è un obiettivo primario che AlGraMà ha tentato di condividere con i murgiani, tentando una operazione di sensibilizzazione a tutto sesto.

La ragione per la quale riteniamo che quella strada meriti considerazione ed investimenti da parte di privati, pubblica amministrazione e autorità religiose non risiede solo ed esclusivamente nella necessità di offrire un contesto dignitoso alle preghiere e al raccoglimento che devono precedere l’incontro con la Madonna a cui siamo tanto devoti.

L’impegno che invochiamo non risponde neppure alla esigenza di delineare un tracciato più sicuro per quanti intendono praticare attività sportiva.

Allo stato registriamo un forte ritardo di elaborazione da parte di tutti – compresi gli intellettuali e quanti amministrano i beni del Santuario – circa l’importanza di quella strada, in altra occasione definita, nella indifferenza del mondo sia laico che religioso, la via sacra del Buoncammino.

La Via della Mena ha avuto nella storia e nel passato una valenza strategica dal momento che, oltre a portare ad habitat straordinari, doveva essere la strada di collegamento tra la Via Appia e la Via Traiana.

Si può osare nell’affermare che quella era una arteria della via Francigena del Sud onde, se l’intuizione è giusta e corretta, quanti dalla Calabria, dalla Basilicata o dall’entroterra murgiano intendevano raggiungere Bari, la Basilica di San Nicola o i porti dell’ Adriatico, con i loro carri, avrebbero dovuto passare per Altamura.

I pellegrini, magari dopo una sosta a Jesce, avevano la possibilità di rendere omaggio a San Michele delle Grotte (odierna Via Madonna della Croce) per poi avviarsi verso la Mena, non prima di essersi soffermati dinanzi l’edicola della Madonna del Buoncammino.

Oggi, nonostante la strada consigliata per raggiungere l’Adriatico sia costituita dal moderno tracciato a 4 corsie della S.S. 96, quel tratto per La Mena assume un rilievo più pregnante.

È un percorso suggestivo perché si apre tra le ferule gialle ed i cardi, gli asfodeli e i rovi di mora, i biancospini e i pruni, narcotizzato dalla profumatissima santoreggia, o dalla ruta.

È un percorso esclusivo di rilevanza paleontologica perché costeggia la Grotta di Lamalunga che ospita l’Uomo di Altamura.

La strada della Mena è un tracciato di interesse scientifico e paesaggistico perché conduce alla più grande dolina carsica della Alta Murgia, passando dalla Masseria De Angelis.

Quindi, l’antica strada che veniva condivisa da briganti, pellegrini e mercanti, oggi costituisce un solido nastro che collega proposte esclusive che possono incrociare l’interesse degli studiosi, di quanti amano la flora e la fauna, di atleti, di devoti.

L’illuminazione durante le ore notturne della strada, costituisce un primo passo di un progetto che deve travalicare lo scontato. Il percorso dovrà essere attrezzato e arredato prevedendo servizi a favore di chi, a qualsiasi età, vorrà degustarlo a piedi, magari spingendo una carrozzina. Oppure in bicicletta, o altro mezzo ecologico, impegnato in una lunga escursione appenninica. Dovrà essere ospitale e gradevole, sollecitando chi intende soddisfare esigenze culturali, o intende cercare, o consolidare, la fede, o il benessere psicofisico.

L’ Amministrazione Comunale, Loiudice, Saponaro ed i tanti altri consiglieri ed assessori dotati di intelligenza e buona intuizione, siano lungimiranti e coinvolgano la comunità, anche religiosa, in un piano di avanguardia che ci accompagni lungo il sentiero della via Francigena, sino a Canterbury.

Un pensiero riguardo “La strada della luce e della devozione

  • 23 Maggio 2020 in 00:04
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    Sono d’accordo assolutamente sia per il valore storico del topos cartografico dele antiche vie di comunicazione che per la assunzione
    della via per la Mena a vera immersione storico-paesaggistica,floro- faunistica, antropostorica di rilievo mondiale

    Risposta

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