Una serata di musica e cultura

Partiamo da una considerazione. Una fresca sera di Agosto un’orchestra suona tra i ruderi di un antico castello. Molti sono al mare, in viaggio, in vacanza. Eppure il luogo, suggestivo e accogliente, ha raccolto un folto pubblico, attento, silenzioso e motivato. Il maestro Carulli è l’artefice di questo prodigio. Non è semplice presentare un repertorio di musica classica, incuriosire, insegnare divertendo, con una serietà e affabilità originali e nuove. Un direttore che vuole portare la musica colta al pubblico che se ne sta allontanando incomprensibilmente e inconsapevole della ricchezza musicale che si disperde negli anni. Invece tutti hanno gradito i racconti del maestro Carulli, originario di Gravina e da tempo impegnato con numerose orchestre in Germania. L’ensemble è formato da strumentisti del territorio pugliese e lucano. Per questo motivo il Maestro Michele Carulli li ha soprannominati “Musici Appulo-Lucani”.
Il repertorio, vario e complesso si è dispiegato dal Settimino di Beethoven al Nonetto di Spohr, passando per un delizioso quintetto di Nino Rota.
Il Beethoven del Settimino è un Beethoven giovanile, narra il maestro, che però ha già in sé la forza della novità che avrebbe in seguito elargito nelle opere future. Eppure non amava essere ricordato per l’autore di quest’opera strumentale che si svolge in sei movimenti, l’ultimo dei quali contiene una marcia funebre, dedicata delicatamente alla tragedia di Genova.
Spohr, compositore tedesco un po’ dimenticato in Germania, appare romantico e ingiustamente obliato. Di fatto in vita fu autore molto apprezzato e fine esecutore. Inoltre fu l’inventore della bacchetta per il direttore d’orchestra, che precedentemente usava l’archetto del violino e amico stimatissimo di Beethoven. Il nonetto di Spohr ebbe un tale successo che la sua strumentazione divenne lo standard fino al tempo presente.
Il maestro racconta e il pubblico è incantato. Come pure apprezza, affascinato, il quintetto del M° Nino Rota, indimenticabile compositore e direttore del Conservatorio di Bari dal 1950.
L’evento, organizzato dal Comune di Gravina, si è avvalso del sostegno della giovanissima e spumeggiante associazione culturale AlGraMà. L’intento dell’associazione, nata da poco ad Altamura, è quella di unire le forze, le abilità, le menti, le tradizioni e i progetti di tutto il territorio murgiano, facendo finalmente rete. Una realtà associativa che sta già prendendo piede nel circondario e che ha numerose iniziative in cantiere. In primis, proprio a cura del Maestro Carulli un corso di formazione per giovani strumentisti che vogliono prepararsi al meglio per entrare nelle orchestre italiane ed estere. Il corso prenderà il via già questo autunno ad Altamura. Grazie al lavoro immane del Maestro Carulli, che in sole due settimane ha letteralmente costruito questo repertorio con la giovane orchestra, ognuno di noi ha arricchito il suo bagaglio culturale di tre gioielli musicali e delle storie dei loro compositori. Questo è fare cultura: avvicinare chi è lontano, arricchire chi è vicino, emozionare chi ama la musica classica.

Nota sull’autrice dell’articolo: Annunziata Loporcaro, insegnante, diplomata al Conservatorio, soprano, è componente del gruppo esperti musicali di AlGraMà insieme ad Angelo Loglisci e Antonino Scordino.

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