Riceviamo e pubblichiamo: Lettera aperta alla Città

All’avv. Rosa Melodia, Sindaca di Altamura

e p.c. al Rag. Dionigi Loiudice, Pres. Cons. Com. Altamura

Gentilissima Sindaca, mi perdonerai se ti arreco disturbo utilizzando la via della lettera aperta a sostegno di una proposta che, a mio giudizio, merita attenzione pubblica. Mi riferisco all’appello relativo al riconoscimento del marchio di qualità della “Pecora Altamurana” formulata dall’Associazione Culturale AlGraMà, dall’associazione “Madonna del Buoncammino”, dal consorzio del “Pane DOP” e dai Mastri Macellai, condiviso in toto dal sottoscritto. Il progetto mi sta particolarmente a cuore, anche perchè questa II edizione è stata dedicata all’indimenticato amico Cav. Pasquale Debernardis, già Sindaco di Altamura e presidente nazionale dei Pastori, che mi porta per questa attenzione a ringraziare in modo sentito il proponente, il bravo e dinamico “animatore civico”, avv. Gianni Moramarco. Come è noto nei giorni 16-17-18 di Agosto si è svolta presso il Monastero del Soccorso. La manifestazione di apertura mi ha visto presente e piacevolmente sorpreso dalla straordinaria partecipazione di cittadini altamurani e non, che affollavano il giardino del Monastero. Ho scoperto, però, con un po’ di rammarico l’assenza del patrocinio del comune di Altamura verso una iniziativa molto sentita e gradita che ha visto impegnati molti volontari. Il corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno, Onofrio Bruno con la sua consueta attenzione e sensibilità, ha ritenuto di dare risalto, mettendo in evidenza che l’allevamento degli ovini ha rappresentato un punto di forza per l’economia e la storia altamurana e che potrebbe tornare ad esserlo, a condizione che maturi una rinnovata attenzione delle Istituzioni locali e regionali ed in particolare del mondo agricolo e produttivo. Segnalo che la Pecora – razza altamurana, purtroppo, è in via di estinzione, saranno rimasti in tutto il territorio della Murgia un migliaio di capi. L’avv. Moramarco suggerisce altresì, un approccio nuovo rispetto al passato evocando la Soft Economy che sta avendo molto successo, basata su innovazione ed identità territoriale assieme alla sicurezza alimentare, alla garanzia di reddito nel pieno rispetto del paesaggio e dell’ambiente e che potrebbe essere applicata alla nostra Murgia. Ricordo che già nel passato recente, e a più riprese, con gli amici dello slow-food della condotta di Altamura e di Gravina guidati dal dr. Michele Polignieri e successivamente da alcuni colleghi veterinari, il dr. Michele Ferrulli e il dr. Carlo Loiudice, sono stati celebrati convegni e studi sulla tipicità della razza pecora di Altamura; iniziative tutte finalizzate a favorire lo sviluppo zootecnico della pecora, per ritornare alla produzione di un capo che accanto al latte e alla carne, si è distinto per la sua lana pregiata. Per essere sincero, all’epoca ebbe poca fortuna e senza un riscontro concreto. Perciò, fanno bene l’avv. Moramarco ed il sodalizio culturale AlGraMà, ad insistere e a riproporla, sperando in un maggiore successo. Segnalo ad ogni buon fine, che nel Parco dell’Alta Murgia, tra Minervino e Spinazzola, è ancora presente l’azienda zootecnica “Cavone”, di proprietà dell’ex amministrazione Provinciale di Bari, ed ultimamente trasferita alla Provincia di Barletta-Andria-Trani, è divenuta azienda regionale faunistica che potrebbe, se interessata, predisporre un progetto pilota della razza Pecora altamurana, per una ripresa dell’allevamento, facendo leva sulle sue note sperimentazioni che la Regione Puglia da tempo finanzia. Lo stesso Piano di Sviluppo Regionale da anni sostiene queste due sperimentazioni con molta generosità e sollecita il mondo produttivo e gli allevatori di zootecnia a presentare progetti innovativi. I nuovi responsabili del Parco dell’Alta Murgia, potrebbero individuare e coordinare la Rete dei Comuni vocati alla Pastorizia come Altamura, Gravina, Poggiorsini, Spinazzola, Corato, Minervino e Santeramo. Sono con la presente ad accodarmi ai Proponenti e a sostenere la richiesta- proposta di iscrizione nel Registro delle Denominazioni Comunali di Origine della Pecora di Razza Altamurana e dei suoi derivati, estendendo il marchio possibilmente a tutte le nostre produzioni tipiche e tradizionali. Sono pertanto, a pregarti di voler valutare positivamente l’istanza delle Associazioni guidate da AlGraMà per la sua oggettiva potenzialità sociale, economica e turistica, nonchè per la finalità di recupero di un settore economico che può essere riproposto alle generazioni future prima che scompaia definitivamente. Grato per l’attenzione, con la stima e l’amicizia di sempre, ti saluto cordialmente.

Pietro Pepe

Già Presidente del Consiglio Regionale della Puglia

Altamura, Settembre 2019

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