È finita un’era

Il mondo quale ci era stato raccontato fino a prima del covid non esiste più. Ci dicevano che i soldi erano pochi mentre adesso il ministro Gualtieri ci dice che darà “tutto il sostegno necessario nella misura in cui sarà necessario. Abbiamo le risorse per farlo”. Forse è una frase diretta alle piazze in subbuglio, ma è “di sistema” proprio perchè è priva di limiti. Anche se il debito e il deficit hanno sforato grandemente ogni parametro, tutte le litanie cui eravamo abituati da decenni e che erano culminate nel periodo del rigore, sono terminate. 

            Il cittadino percepisce che c’è qualcosa che non torna ma attende; “se hanno detto così non serve protestare basta aspettare qualche giorno e avremo i soldi”. Certo rimane un piccolo dubbio di fondo: ma da dove vengono quei danari se noi non paghiamo le tasse per via delle chiusure e del panico collettivo? Siamo in un altro mondo nel quale non serve né lavorare, né pagare le tasse?

            Proviamo a fare delle ipotesi nel buio pesto della limitatissima informazione. Quella frase citata del nostro Ministro dell’economia è molto simile a quella usata da Draghi “whatever it takes” (“qualunque cosa serva”) che tamponò il panico sui mercati finanziari di tutto il mondo e quindi molto simile sarà il sistema concreto per distribuire i soldi: crearli. Anche se il covid dovesse per incanto sparire in un mese non si potrà dire alle imprese (specie quelle piccole che non le traslano le imposte su altri) di pagare le tasse di prima; si dovrà prevedere un periodo di qualche anno di drastico allentamento fiscale. Ma se questo è il nuovo mondo conviene dircelo chiaramente e studiarne le caratteristiche e le criticità. Per esempio: quando la Banca centrale nazionale o europea smetterà di creare soldi? E questo “quando” lo decidiamo noi oppure lo stabilirà la banca emittente? L’alluvione di moneta quando comincerà a produrre inflazione? L’apertura delle frontiere permette di spendere i nostri soldi “nuovi” all’estero; ma fino a quando cinesi e africani, russi e americani accetteranno questi soldi “nuovi”? E se aumentassero i loro prezzi o chiudessero le frontiere, che succederà? E molto altro.

            Non sono questioni teoriche perché si tratta di soldi non lavorati che abbiamo il dovere di accettare. Si tratta di cifre faraoniche che in pochissimo tempo produrranno il dissesto generale dell’economia e della finanza italiana ed europea.

            Pensiamo che gli occupanti delle Istituzioni e delle Università debbano uscire dalle loro stanze e mettere in gioco la loro credibilità dicendo come si dovrà governare un periodo nel quale non sarà più il mercato a stabilire prezzi e tassi, ma un ente solo. E lo si dovrà fare tenendo bene cura ad evitare che questo accentramento ed espansione di ruolo divenga dittatura

Canio Trione

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