L’antica Lupatia.

Tra i possibili antichi nomi di Altamura c’è Lupatia, connesso alla località Sublupatia (Sublubatia), presente anche nella Tabula Peutingeriana, risalente al XII secolo, copia di un’opera persa, di almeno 10 secoli prima, che descrive schematicamente le antiche strade: si tratta di una mappa stretta e lunga che serviva soprattutto ai viaggiatori. Piuttosto che indicare le città principali, era preferibile indicare le mansio (stazioni) con nomi che a volte iniziavano col prefisso Sub (nel senso di vicino, ma non troppo, come anche Sub Murano, Sub Cecino e Sub Romula).

In questa mappa, vicino Sublupatia, sono riportate Venosa e Silutum (o Silvium) con le loro distanze relative. È importante sapere dove si trovasse Silvium per avere un punto di riferimento rispetto a Sublupatia. Silvium, come indicato in vari testi antichi e in base alle distanze riportate nella tabula rispetto a Venosa (35 miglia romane, cioè circa 52 km), dovrebbe trovarsi nella zona del Garagnone (o Gorgoglione) dove è presente la Masseria Grottelline, posseduta dai templari 10 secoli fa, circondata da cave e 15 complessi rupestri, abitati dal neolitico. Si tratta di un ambiente simile a quello di Masseria Jesce (spesso associata a Sublupatia, distante 25 miglia), con grandi grotte adatte ad ospitare anche animali necessari a rifornire i viandanti, grotte che non subivano gli effetti distruttivi dei terremoti e quindi erano riferimenti più affidabili nel tempo. Chi dice che Silvium sia Gravina (in realtà associata a Blera) deve considerare anche che i 23 km in più di distanza tra Garagnone e Gravina sono troppi per poter far coincidere il resto del percorso con le altre distanze riportate, sempre che non ci siano errori nei numeri presenti in questa mappa. La questione è molto complicata: per avere altre conferme bisognerebbe indagare più a fondo e occorre conoscere latino e greco molto meglio di me, oltre che avere a disposizione un’ottima biblioteca e spero che qualche studente di Storia e Letteratura voglia scrivere una tesi su questo argomento. Aggiungo un esempio di mappa del sud Italia annessa ad antichi Codici greci. Questa mappa, oltre ad essere deformata, nel golfo di Salerno riporta isole che non ci sono più, perché sono sprofondate, diventando montagne sottomarine, fatto non nuovo se si considera quello che è successo alla più nota isola Ferdinandea nel Canale di Sicilia. Questa mappa considera un periodo in cui il mar Tirreno veniva chiamato Mare dell’inferno, a conferma della forte attività vulcanica e sismica della zona del Marsili. 

Spesso la stessa località aveva nomi diversi (latini, greci, etc) a seconda di chi le frequentava (anche la differenza tra Lupatia e Lubatia potrebbe dipendere dalla pronuncia dei vari popoli, così come su alcune monete la parola imperatore era abbreviata con imp. e su altre con imb.).

Dopo aver consultato in vari mesi su internet, copie digitali di oltre 230 libri antichi a partire dal 1500, posso dire che Altamura è la città che maggiormente (o quasi esclusivamente) viene associata a Lupatia. Il libro utile più antico è del 1665, dal titolo LVCAE HOLSTENII ANNOTATIONES IN GEOGRAPHIAM SACRAM CAROLI ȧ S. PAVLO; ITALIAM ANTIQVAM CLVVERII; ET THESAVRVM GEOGRAPHICVM ORTELII. Questo si riferisce agli studi di 3 esperti di geografia antica ed è molto affidabile in quanto si tratta di un’edizione vaticana pubblicata sia a Roma che a Parigi.

Lupatia, non presente nella Tabula, era la città nel cui territorio si trovava Sub Lupatia, un centro abitato secondario che esisteva anche prima che la strada fosse ammodernata, prendendo il nome di Via Appia, via che non faceva parte della rete di collegamento tra i singoli centri, ma serviva per raggiungere Taranto, Brindisi e Otranto, nel minor tempo possibile, così come le moderne autostrade sono corredate dalle aree di servizio. In un secondo momento fu creata la via Appia Traiana che in Puglia seguiva un tracciato costiero. Su Wikipedia c’è scritto che non si conosce l’etimologia della parola Pulo ma approfondendo lo studio ho visto che esistono carte geografiche del XVII secolo in cui è presente il Monte Lupulo, a nord di Altamura, che combacia con la zona del Pulo, che si raggiunge dopo una lunga salita.  

Il Pulo, con le sue grotte è un ambiente adatto ad ospitare animali selvatici. Questo potrebbe essere una conferma che Lupazia coincide col territorio di Altamura che, a differenza di città vicine, oltre ai ricchi ritrovamenti archeologici, conserva le mura megalitiche, in origine molto più alte di come le vediamo adesso, a testimonianza dell’importanza del sito già alcuni secoli prima di Cristo.

Un errore che alcuni fanno quando si considerano le distanze tra le città è pensare che i centri abitati siano stati fissi al passare dei secoli, come anche le strade, mentre invece gli abitanti possono essersi spostati da una contrada all’altra per vari motivi. Nei secoli passati, come succede meno ma ancora oggi, gli abitanti possono aver abbandonato le loro abitazioni a causa di alluvioni, frane, terremoti, trombe d’aria, epidemie, tsunami, eruzioni etc, per spostarsi nelle vicinanze. In Italia si sono verificati tsunami che hanno visto le acque del mare invadere il territorio per alcuni km come, solo per esempio, in provincia di Foggia nel 1627.

Durante l’ultima eruzione del Vesuvio del 1944 le ceneri sono arrivate almeno fino ad Altamura; a Matera aveva anche nevicato e i materani si svegliarono trovando con stupore, la neve nera. Documenti utili ad approfondire l’argomento potrebbero trovarsi almeno negli archivi di Bari, Napoli, Roma e Parma oltre che in quelli della Grecia, cercando opere che descrivano i viaggi dei greci che si sono spostati da noi fondando nuove città. Purtroppo ad Altamura ci sono state delle perdite di documenti, dovute anche all’incendio in Municipio del 1919. Tra i libri in cui cercare indizi sulla nostra storia, ci sono anche quelli sulle guerre puniche (che hanno coinvolto la Puglia, provocando la distruzione di varie città) e sulla vita di Orlando.

Non ho trovato libri antichi che associno Lupatia ad altre città, ma solo libri moderni contenenti dubbi o tentativi di far coincidere Santeramo con Lupatia: già questo dovrebbe far capire che si tratta di opere illusorie, ma per curiosità ho approfondito lo studio di alcuni, trovando ipotesi, una serie di forzature poco sensate ed errori di vario tipo.

Riporto i titoli dei libri antichi (una trentina) in cui si parla di Altamura come l’antica Lupatia. Tra questi ho inserito anche quello del Pratilli del 1745, che critica la detta corrispondenza, sottolineando il fatto che non torna il calcolo delle distanze, solo che lui sbaglia perché confonde Lupatia con Sublupatia come se fossero poco distanti, mentre tra Altamura e Jesce ci sono 16 km e quindi le distanze rispetto a Blera (in territorio di Gravina) sono diverse. In questo elenco non ho inserito altre decine di libri in altre lingue perché non riferibili a fonti dirette.

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